LIVE @ #passaTempo

Ci siamo preparati per tanto tempo, in un crescendo di emozioni, giochi, condivisioni, partecipazione, perfino incidenti di percorso (che però non vi sveleremo mai!). Poi #passaTempo è passato davvero, velocemente è scivolato "dall'oggi al domani" lasciando il suo marchio di fabbrica, quell'ORAlogio che segna sempre l'ORA, l'attimo esatto in cui potersi incontrare, ognuno con il proprio vissuto, ognuno con le proprie richieste e aspettative da scambiare. Ma "Ora" vuol dire anche "prega", così come sembrerebbe fare la bambina che abbiamo còlto accanto all'opera di Luca Maria Patella e che abbiamo voluto facesse da copertina a questo articolo.

Il 3 luglio 2016, per "chi si fosse collegato solo ora" (come si usa dire!), si è svolta una giornata particolare al museo Macro di via Nizza: #passaTempo al Macro.

La grande affluenza di pubblico (circa 600 persone) in una caldissima domenica estiva, si è ottenuta anche grazie a una capillare azione svolta – nei giorni precedenti l’evento – sui social network: Twitter e Instagram con l’hashtag #passaTempo e un social contest a premi #passaTempo Social Challenge; con la creazione dell'evento Facebook da parte di Zètema (che sin dall'inizio ha appoggiato e condiviso la nostra iniziativa) e la presentazione, giorno dopo giorno, dei protagonisti che avrebbero animato le opere in mostra.

I tweet e le interazioni sui social – oltre ai commenti dal vivo – con prevalenza di termini che riguardano la festa, l’accoglienza, l’inclusione, il divertimento – testimoniano non solo il riscontro positivo di una giornata, ma anche l'esigenza da parte del pubblico di fare esperienza del museo attraverso altre  modalità rispetto al canonico tour.

Cosa abbiamo fatto? Ecco una rapida panoramica del percorso:

La prima opera "aumentata" che il pubblico ha trovato è stato Tempus/Templum di Luca Patella (fig. 1), che l'archeologa Astrid D'Eredità ha animato facendo sentire una registrazione del suono del mare e invitando chi volesse, a scrivere le proprie impressioni su un foglietto, affidato a una bottiglia. Questo messaggio in bottiglia è stato  recapitato a Michela Santoro (fig. 2), che accanto alla stanza del Tempo sospeso di Manfredi Beninati ha raccolto i fogli, li ha fatti "colorare" dal pubblico per poi bloccarli al termine dell'evento in una colata di resina cristallo.
Nicolette Mandarano, posizionata vicino a Le temps n'a pas de centre di Ben Vautier (fig. 3) ha creato una mappa del sentiment museale invitando il pubblico a definire il proprio tempo nel museo in corrispondenza con i termini meteorologici: noioso come un giorno nuvoloso, sorprendente come un fulmine; appagante come una bella giornata di sole.

Antonella Sbrilli con il Gioco dei giorni (nucleo originario da cui poi si è sviluppata negli anni l'idea stessa della mostra) accanto a Sono stata io di Daniela Comani (fig. 4) ha collegato i giorni richiesti dai visitatori alle immaginazioni di cui gli artisti li hanno arricchiti.

Connesse fra di loro sono state le azioni delle archeologhe Antonia Falcone e Paola Romi. Falcone (fig. 5), ispirata alla stratificazione di date dell'opera Dal 24 febbraio al 4 marzo 2015 di Federico Pietrella, ha fatto ricostruire ai visitatori una stratigrafia di date personali sovrapponendo i cartoncini timbrati con datari da ufficio che Romi (fig. 6) aveva precedentemente consegnato loro in cambio di tracce di ogni tipo (biglietti usati della metropolitana, ricevute del barbiere, scontrini) che molto volentieri il pubblico le ha consegnato rivoltando le proprie tasche. Ne è risultato un pannello polifonico fatto di pezzetti di vita vissuta, che faceva pendant con l'opera dell'artista brasiliana Rivane Neuenschwander, Deadline Calendar, esposta nella sala dove si è svolta questa azione.

Brevi innesti teatrali, tutti aventi per tema il concetto di “Tempo”, hanno fatto da contrappunto alle azioni fin qui descritte.

Accanto all'opera di Eliseo Mattiacci la Compagnia Falpalà, per la regia di Flavio Favale, ha messo in scena Dramma di Mezzanotte di Achille Campanile, con Valentina Fiore ed Emanuele Zanotti (fig. 7). Distribuite nelle varie sale le attrici Laura Ajello, Sara Mafodda, Maria Malomo, Elena Perin (fig. 8) del Laboratorio "Personcine" (Carrozzerie.not) di Giovanna Mori (attrice e sceneggiatrice dal curriculum internazionale) hanno sorpreso il pubblico con brevissime performance di grande effetto. In conclusione Giorgio Coen Cagli (fig. 9), studente della Sapienza e fotografo, ha presentato il report fotografico delle tre giornate di lavoro durante le quali è stato realizzato Libro d'Ore di Giuseppe Caccavale, opera site-specific in mostra.

L'arte è un #passaTempo

La partecipazione – come detto all’inizio – è stata elevata, abbracciando tutte le fasce d'età, dai bambini alle persone mature.La sensazione che ha prevalso è stata quella di una "festa" (è il termine che ci è stato espresso più volte), tutti si sono sentiti "invitati" dall'arte, e non respinti come accade soprattutto con l'arte contemporanea e concettuale, definita spesso dal grande pubblico "poco accostevole" e "respingente".

Questo esperimento porta a riflettere su come una corretta comunicazione museale e la trasmissione della cultura passi attraverso un dialogo alla pari e non un monolitico monologo. Lo scambio e la condivisione di esperienze del resto, è il vero spazio abitabile che già Italo Calvino aveva individuato nel 1985 quando con le Lezioni Americane preparava l'intellighenzia al nuovo Millennio, oggi più che mai attuale:

"Chi è ciascuno di noi se non una combinatoria di esperienze, di informazioni, di letture, di immaginazioni? Ogni vita è un’enciclopedia, una biblioteca, un inventario di oggetti, un campionario di stili, dove tutto può essere continuamente rimescolato e riordinato in tutti i modi possibili" I. Calvino, Lezioni americane.

#ToBeContinued!

Un ringraziamento speciale agli studenti del corso di storia dell'arte contemporanea, prezioso aiuto nella gestione dell'evento.

Le foto qui pubblicate sono degli studenti Francesco Mocerino, Catalina Enciu, Lisa Petruccioli

A. D'Eredità, Tempi D/istanti

fig. 2 M. Santoro, Congelare l'istante

fig. 3 N. Mandarano, Il Tempo nel museo

fig. 4 A. Sbrilli, Gioco dei giorni

fig. 5 A. Falcone, Stratigrafia di segni

fig. 6 P. Romi, Tracce del Tempo

fig. 7 V. Fiore ed E. Zanotti, Dramma di Mezzanotte

fig. 8 Un momento di "Personcine": S. Mafodda, L'isola

fig. 9 G. Coen Cagli, Libro d'Ore: report

Infine un grazie particolare a Chiara Marchione, studentessa e abilissima speaker radiofonica che ha intervistato noi e il pubblico e a Flavio Favale per le riprese!

Il gruppo di studenti della Sapienza insieme ad Antonella Sbrilli, Valerio Eletti, le archeoblogger Astrid D''Eredità e Antonia Falcone, le "Personcine" Laura Ajello e Maria Malomo

 

 

 

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